Quello che sembra
La prima persona plurale del verbo dire.
Una parola semplice. Almeno in grammatica.
Quello che è
Il controllo qualità applicato alla sincerità.
Quando un italiano comincia una frase con «diciamo», molto spesso sa già perfettamente cosa vorrebbe dire. Ha solo deciso che non può dirlo così.
— Ti è piaciuto il ristorante?
— Diciamo che la compagnia era ottima.
Il ristorante faceva schifo.
— Come ti sembra il nuovo direttore?
— Diciamo che ha un carattere particolare.
È insopportabile.
— Riusciamo a consegnare venerdì?
— Diciamo che è una data ambiziosa.
No.
«Diciamo» è il filtro antiparticolato della lingua italiana. Il pensiero originale entra da una parte: È una stronzata. Attraversa prudenza, gerarchie, educazione, convenienza e gente in copia alla mail. Dall’altra esce: «Diciamo che forse valuterei anche altre opzioni.» Pulito. Professionale. Euro 6.
In ufficio
È il suo habitat naturale.
— Come ti sembra la presentazione di Marco?
L’italiano guarda Marco. Guarda il capo. Guarda le Risorse Umane. Guarda il contratto a tempo indeterminato.
— Diciamo che è molto completa.
Trentasette slide. Nessuno ha capito niente. Ma completa è tecnicamente vero.
Ed è questo il segreto: non serve necessariamente a mentire. Serve a selezionare con estrema cura quale parte della verità può uscire viva dalla conversazione.
La chiave di lettura
Tra dire la verità e non dire la verità abbiamo scoperto una terza possibilità: dirla abbastanza.
Quanto basta perché l’altro capisca. Non abbastanza perché possa offendersi ufficialmente.
«Diciamo che non è proprio così.» = Quello che hai detto è falso.
«Diciamo che si poteva fare meglio.» = È venuto malissimo.
«Diciamo che il prezzo è importante.» = Siete fuori di testa.
«Diciamo che non è il mio genere.» = Preferirei fissare il muro.
E poi la forma definitiva:
— Ti sta simpatico?
— Diciamo.
Il complemento è stato eliminato per ragioni diplomatiche.
Se una risposta italiana comincia con «diciamo», la parte importante non è soltanto quella che viene dopo. È quella che è stata cancellata prima di uscire dalla bocca.
Perché «diciamo che non è male» potrebbe anche significare che non è male.
Diciamo.
