BOH

/bɔ/

Provate a chiedere a un italiano che cosa significhi davvero boh.

BOH

Quello che sembra

Tre lettere.

Quello che è

Provate a chiedere a un italiano che cosa significhi davvero boh.

Scoprirete che non esiste una risposta unica.

Forse perché boh non è una parola. È uno strumento.

Gli italiani la usano continuamente, ma per motivi diversi.

Il boh come sospensione

Non decide.

Non conclude.

Lascia aperta la questione.

Il boh come disimpegno

"Non trascinarmi in questa cosa."

Il boh come invito

"Dove andiamo?"

"Boh."

Traduzione: proponi tu.

Il boh non blocca la conversazione. Passa la palla all'altro.

Il boh come elasticità

L'italiano spesso non sente il bisogno di avere un'opinione definitiva.

Domani potrebbe pensarla diversamente e non lo vivrà come una contraddizione.

Il boh diventa il simbolo di una cultura meno rigida, meno binaria.

Non è indecisione.

È disponibilità a cambiare idea.

Il boh come lusso

Ci sono culture in cui non sapere è imbarazzante.

In Italia molto meno.

Un italiano può dire boh davanti a un amico, a un professore, a un cliente o persino a un esperto.

Nessuno penserà automaticamente che sia incompetente.

Forse perché nella cultura italiana conta moltissimo la conversazione, e molto meno l'idea di avere sempre la risposta giusta.

Scena

— Dove andiamo?

— Boh.

— Perché l'ha fatto?

— Boh.

— Tu che ne pensi?

— Boh.

La stessa parola.

Ogni volta, una risposta diversa.

La chiave di lettura

Per gli italiani, le parole migliori sono quelle che lasciano spazio all'interpretazione.

Una nuova parola, ogni tanto.

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