Quello che sembra
Una semplice comparazione quantitativa. «Ne vuoi meno?» «Anche meno.» Perfettamente innocuo. Matematica elementare.
Quello che significa
Un modo estremamente sintetico per comunicare a qualcuno che sta esagerando. Con l’entusiasmo. Con le parole. Con le pretese. Con il dramma. Con l’autostima. Con la propria presenza nell’universo. «Questo è il miglior ristorante d’Italia.» «Anche meno.» Non stai chiedendo una porzione più piccola. Stai chiedendo una persona più piccola.
Come si usa
«Sono praticamente indispensabile in azienda.» «Anche meno.» Conserviamo un minimo di contatto con la realtà. «È stata la serata più bella della mia vita!» «Anche meno.» Hai bevuto due spritz in provincia. «Quello è proprio un coglione.» «Anche meno.» Il concetto è arrivato. Ora abbassiamo il volume. «Io comunque gliene direi quattro.» «Anche meno.» Non gliene dirai neanche una. Può essere un rimprovero, una presa in giro, un invito alla calma o una demolizione controllata dell’ego. La cosa importante è che qualcuno abbia superato una soglia invisibile. E che un altro italiano si senta moralmente obbligato a riportarlo sotto.
Chiave di lettura
Anche meno non specifica quanto meno. Ed è proprio questo il bello. Non propone una misura alternativa. Non apre una trattativa. Comunica soltanto che il livello attuale è inaccettabilmente alto. “Anche meno” è il freno a mano dell’eccesso altrui. Troppo entusiasmo? Anche meno. Troppa confidenza? Anche meno. Troppo melodramma? Anche meno. Troppo ego? Decisamente anche meno. Due parole per dire: «Ridimensiona questa cosa. E già che ci sei, ridimensionati anche tu.»
