Quello che sembra
Un avverbio.
Quello che è
La chiave per capire gli italiani.
Se aprite un dizionario, troverete che allora serve a indicare un momento nel tempo.
Gli italiani sono perfettamente d'accordo.
Poi, però, fanno tutt'altro.
Per noi, allora può significare quasi qualsiasi cosa.
Può iniziare una conversazione.
"Allora?"
Può concluderla.
"Allora, ci vediamo."
Può invitare qualcuno a decidere.
"Allora, che facciamo?"
Può esprimere impazienza.
"Allora?"
Può riprendere il filo di un discorso dopo un'interruzione.
Può servire semplicemente a prendere tempo.
Oppure può non voler dire assolutamente nulla.
Eppure nessun italiano si confonde.
Perché il significato non è nella parola.
È nel momento.
È nel tono della voce.
È nello sguardo.
È nella relazione fra le persone.
Per questo motivo, chi impara l'italiano scopre presto una verità curiosa: conoscere le parole non basta.
Bisogna imparare a leggere il contesto.
Ed è proprio questo che racconta questo libro.
Le pagine che seguono non spiegano soltanto come parlano gli italiani.
Provano a raccontare come comunicano.
Perché dietro un caffè, una moka, un boh, un magari, un figurati, un ci arrangiamo o un te lo dico solo a te non ci sono semplici espressioni.
C'è un modo di stare al mondo.
La chiave di lettura
In Italia le parole non vivono da sole. Vivono dentro una relazione. E se dovessimo scegliere una sola parola per entrare in questo mondo, sarebbe "allora".
Ogni conversazione ha un momento in cui comincia.
In Italia, molto spesso, quel momento si chiama semplicemente:
Allora.
