Quello che sembra
La parola più lunga della lingua italiana.
Quella che almeno una volta qualcuno ti ha recitato con orgoglio, possibilmente senza prendere fiato.
Quello che è
Un avverbio perfettamente costruito — e meravigliosamente eccessivo — che significa più o meno “in modo estremamente precipitoso”.
Ha 26 lettere. È lunghissima, musicale, difficile quanto basta e soprattutto molto soddisfacente da pronunciare.
Ma no: non è davvero la parola italiana più lunga. Esistono termini tecnico-scientifici che la superano. Psiconeuroendocrinoimmunologia, per esempio, arriva a 30 lettere.
La scena
— Te lo dico io: il pesce era così grande.
— Così? Il mio era almeno così.
— Ventisei.
— Trenta.
Pausa.
— Va bene. Però la mia si pronuncia meglio.
La chiave di lettura
Non è la parola italiana più lunga. È la parola lunga che tutti conoscono.
Precipitevolissimevolmente è diventata una piccola celebrità linguistica nazionale: il genere di parola che si impara per poter dire di conoscerla.
Il record assoluto, in realtà, dipende anche da cosa decidiamo di considerare una “parola”: termini specialistici, composti produttivi e forme tecniche possono allungarsi parecchio.
Ma alle feste psiconeuroendocrinoimmunologia parte decisamente svantaggiata.
