PIOVE, GOVERNO LADRO!

/ˈpjɔve, goˈvɛrno ˈladro/

Piove. E quindi, naturalmente, governo ladro.

PIOVE, GOVERNO LADRO!

Quello che sembra

Un’accusa al governo per non aver ancora privatizzato le precipitazioni.

Quello che è

Piove. E, già che ci siamo, governo ladro.

Non c’è un vero rapporto di causa ed effetto. Ed è precisamente questo il bello.

Piove, governo ladro è il grado zero della lamentela italiana: non pretende prove, programmi alternativi o particolari competenze in meteorologia. Basta guardare il cielo.

Ha inoltre un vantaggio non trascurabile: non invecchia mai.

Cadono governi.
Cambiano maggioranze.
Passano repubbliche.

Prima o poi, piove.

Come si usa

Esclusivamente quando piove.

Pronunciato davanti a una finestra, sotto un portico o entrando fradici in un bar, possibilmente senza che nessuno abbia chiesto un’opinione politica.

Non esistono equivalenti codificati per il sole, la nebbia o la grandine.

L’italiano, evidentemente, ha deciso che la pioggia è competenza dell’esecutivo.

La chiave di lettura

C’è però una sottile differenza tra meteorologia e politica.

Quando piove, almeno, è davvero acqua.

Per tutto il resto vale il vecchio principio:

se ti pisciano in testa e ti dicono che piove, prima di aprire l’ombrello controlla chi ti sta parlando.

Una parola tira l’altra.

Hai appena scoperto un’altra stranezza italiana. Ce ne sono parecchie altre.

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