LA SCARPETTA

/la skarˈpetta/

Il complimento più sincero che si possa fare a chi ha cucinato.

LA SCARPETTA

Quello che è

Il complimento più sincero che si possa fare a chi ha cucinato.

Molti italiani hanno imparato fin da piccoli che non si gioca con il cibo, non si parla con la bocca piena e si usano correttamente le posate.

Poi arriva il momento della scarpetta.

Un pezzo di pane.

L'ultimo cucchiaio di sugo.

Il piatto torna pulito.

Se osservata da fuori, può sembrare una piccola violazione del galateo.

In Italia, invece, è spesso il contrario.

Fare la scarpetta significa dire una cosa molto semplice:

"Era così buono che non volevo lasciarne nemmeno una goccia."

Per questo motivo, nelle case italiane capita una scena curiosa.

L'ospite esita.

"Posso?"

Chi ha cucinato sorride.

"Certo!"

Anzi, in molte famiglie succede l'opposto.

Se non fai la scarpetta, qualcuno potrebbe persino pensare che il pranzo non ti sia piaciuto abbastanza.

La scarpetta racconta qualcosa di molto italiano.

Le buone maniere sono importanti.

Ma non sono mai più importanti del piacere di stare insieme.

Se una regola rende il pranzo più freddo o più formale, può essere messa da parte.

Se un gesto comunica sinceramente apprezzamento, allora quel gesto diventa educato, anche se il galateo direbbe il contrario.

Per gli italiani, il cibo non serve soltanto a nutrire.

Serve a costruire relazioni.

Ed è proprio per questo che la scarpetta non riguarda il pane.

Riguarda il cuoco.

La chiave di lettura

Per gli italiani, il galateo serve a mettere le persone a proprio agio. Non a impedirgli di godersi il pranzo.

Una nuova parola, ogni tanto.

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