STASERA GIOCA L'ITALIA

/staˈseːra ˈdʒɔːka liˈtaːlja/

Se c'è una cosa capace di mettere d'accordo gli italiani, è la Nazionale di calcio.

STASERA GIOCA L'ITALIA

Quello che sembra

Una partita di calcio.

Quello che è

Se c'è una cosa capace di mettere d'accordo gli italiani, è la Nazionale di calcio.

Ed è sorprendente, perché per il resto del tempo gli italiani sono bravissimi a dividersi. Ogni città ha il suo orgoglio, ogni regione le sue rivalità, ogni campanile la convinzione di essere un po' migliore di quello accanto.

Poi arriva una sera qualsiasi.

"Stasera gioca l'Italia."

Per novanta minuti il campanilismo va in pausa. Le discussioni sul Nord e sul Sud, sulla città migliore, sulla squadra del cuore, diventano improvvisamente secondarie. Esiste soltanto una maglia.

Per questo, quando la Nazionale attraversa un lungo periodo di mediocrità, gli italiani sembrano perdere qualcosa che va oltre il calcio.

Certo, nel frattempo ci innamoriamo del tennis, della pallavolo, dell'atletica. Scopriamo discipline che fino al mese prima seguivamo appena e celebriamo ogni campione italiano come un eroe nazionale.

Ma è un entusiasmo diverso.

Perché il tennis può regalarci un campione. La pallavolo può regalarci un titolo mondiale. L'atletica può regalarci un record.

Solo il calcio riesce a regalare agli italiani la sensazione di essere, contemporaneamente, dalla stessa parte.

Gli altri sport riempiono il palinsesto.

Il calcio riempie il vuoto.

Scena

— Hai visto la finale di pallavolo?

— Bellissima.

— E Wimbledon?

— Fantastico.

— Quindi ormai segui tutto?

— No.

— E allora?

— Sto aspettando che torni forte l'Italia.

La chiave di lettura

Per gli italiani, il calcio non è semplicemente lo sport nazionale. È il luogo in cui, più di ogni altro, imparano a sentirsi una nazione.

Una nuova parola, ogni tanto.

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