Quello che sembra
Un invito a intraprendere una sana attività agricola.
Quello che significa
Smettila di fare il fenomeno e vai a fare qualcosa di utile.
Ma vai a zappare! è una delle più antiche forme italiane di fact-checking.
Non richiede fonti, bibliografia o revisione tra pari. Richiede soltanto una persona che abbia raggiunto quel particolare stadio della conoscenza in cui non sa più parlare normalmente.
La scena
— «Guarda, è chiaramente effetto Dunning-Kruger.»
— «Ah.»
— «Poi c’è un evidente confirmation bias.»
— «Capisco.»
— «Il problema è che vivete tutti dentro una echo chamber.»
— «Eh.»
— «E infatti la finestra di Overton si sta spostando.»
— «Pensa te.»
— «È anche un caso da manuale di bias di disponibilità, con una componente di group polarization.»
— «Certo.»
— «Senza contare l’effetto Streisand.»
— «Senti una cosa.»
— «Dimmi.»
— «Ma vai a zappare.»
La chiave di lettura
La zappa, in questo caso, non è un’offesa al lavoro manuale. È un dispositivo epistemologico.
Serve a riportare il dibattito dal livello «ho finalmente capito come funziona la mente umana» al livello «vediamo intanto se riesci a fare un solco dritto».
Conoscere il nome di un fenomeno non significa averlo capito. E soprattutto non significa esserne immuni.
Anzi, qualche volta quello che cita l’effetto Dunning-Kruger ogni tre minuti è proprio quello che dovrebbe preoccuparci di più.
Il contadino, nel frattempo, ha già finito il campo.
