CI ARRANGIAMO

/tʃi arranˈdʒaːmo/

Poche espressioni raccontano gli italiani meglio di "ci arrangiamo."

CI ARRANGIAMO

Quello che sembra

Una soluzione di fortuna.

Quello che è

Poche espressioni raccontano gli italiani meglio di "ci arrangiamo."

Tradurla è quasi impossibile.

Non significa soltanto "troveremo una soluzione".

Non significa nemmeno "improvviseremo."

Significa qualcosa di più profondo.

Qualunque sia il problema, non resteremo fermi ad aspettare che si risolva da solo.

In Italia arrangiarsi è quasi una competenza.

È la capacità di adattarsi quando il piano originale non funziona.

Manca un pezzo?

Ci arrangiamo.

Il corriere è in ritardo?

Ci arrangiamo.

Piove durante un evento all'aperto?

Ci arrangiamo.

Chi cresce in Italia sente questa espressione fin da bambino.

E, senza accorgersene, impara che la perfezione è desiderabile.

Ma la soluzione è obbligatoria.

Questa mentalità ha prodotto alcune delle qualità più apprezzate degli italiani nel mondo.

La creatività.

La capacità di improvvisare.

Il problem solving.

L'abilità di ottenere risultati anche con risorse limitate.

Ma ha anche un lato meno affascinante.

A volte arrangiarsi significa accettare soluzioni temporanee che diventano permanenti.

Oppure convincersi che, se qualcosa funziona "abbastanza bene", non valga la pena sistemarla davvero.

Come spesso accade in Italia, la stessa caratteristica può essere un pregio o un difetto.

Dipende da come viene usata.

Scena

— Manca quel componente.

— E adesso?

Silenzio.

— Ci arrangiamo.

Due ore dopo il problema è risolto.

Nessuno ha fatto esattamente quello che prevedeva la procedura.

La chiave di lettura

Per gli italiani, arrangiarsi non significa rinunciare al piano. Significa rifiutarsi di rinunciare al risultato.

Una nuova parola, ogni tanto.

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